Il panèt

foulard di damasco che veniva usato in Val Vigezzo fin dal '600 come copricapo, accomunava l'abbigliamento delle signore a quello delle alpigiane.

Le differenti allacciature del fazzoletto diventavano una ricerca di abbellimento ed uno sfoggio di creatività. Tra queste, una particolare e raffinatissima annodatura formava un morbido disegno a lato della testa.

Le "sciure" usavano poi sovrapporvi un cappello di paglia a larga tesa decorato con fiori e monili, per proteggere il volto dai raggi solari, o una tuba in inverno. Gli antichi foulard spesso avevano un'asola che serviva per attaccarli ai crocifissi durante le processioni e agli specchi nelle case dei defunti per impedire che l'anima degli stessi fuggisse…

I colori del damasco richiamano quelli dei semplici gioielli di granato solitamente donati per i matrimoni, con i quali le donne amavano adornarsi assecondando una ricerca di prestigio sociale. Negli ultimi anni il panèt, che veniva tramandato di madre in figlia, è divenuto introvabile.

Il Portico, come già aveva fatto per le scarpe vigezzine, ha rinnovato la tradizione riproducendo il damasco nei colori, nel tessuto e nel disegno originali